Il trucco dei venditori di “rimedi miracolosi” per dimagrire che puoi sfruttare per batterli sul mercato della nutrizione

Ogni nutrizionista, dietologo o dietista, all’inizio della sua carriera, deve scontrarsi con un nemico spietato e crudele: la tendenza dei pazienti a correre dietro le false promesse dei venditori di rimedi miracolosi per perdere “7 kg in 7 giorni”.

La voglia di ottenere risultati senza alcuno sforzo è insita nell’animo umano e si fa sentire ancora di più quando c’è in ballo un’esigenza profonda e sentita. Come la voglia di sentirsi bene, di essere più attraenti, sicuri di sé e in forma. In altre parole, la voglia di essere amati.

Sono tutti desideri collegati all’alimentazione, che toccano corde profonde nell’animo dei tuoi pazienti e li trasportano in un mondo parallelo, dove la razionalità è scomparsa.

Lo sanno bene gli abusivi e i ciarlatani che hanno fatto di questa debolezza umana la loro forza e strappano pazienti ai veri professionisti con le loro tattiche sleali. Li trovi ovunque e si moltiplicano sempre di più.

Ormai hanno le loro pubblicità in tv, i loro annunci sponsorizzati sui social, i loro punti vendita in tutte le città. Sono onnipresenti, costantemente davanti agli occhi dei pazienti che stanno cercando una soluzione al loro problema.

Nel mercato, questi venditori di illusioni fanno il bello e il cattivo tempo, mentre i nutrizionisti onesti ed esperti sono costretti ad accontentarsi delle briciole

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So bene che, per etica professionale e per onestà intellettuale, sei naturalmente portato a prendere le distanze da questi soggetti, quasi a far finta che non esistano.

Quando vedi una loro pubblicità cambi canale. Oppure scorri il tuo feed per non avere davanti quelle foto “prima e dopo” che sembrano gridare “Sono un fotomontaggio!”.

Quei proclami roboanti fatti di promesse vuote ti fanno venire la nausea e ogni volta che un tuo paziente ti chiede se può integrare il piano nutrizionale con una di quelle barette, polverine o poltiglie disgustose ti sale una rabbia soffocante.

È comprensibile, tra te e loro c’è un abisso.

Tu hai studiato e sudato all’università per conquistare le tue conoscenze in ambito nutrizionale e avere il titolo necessario ad aiutare i tuoi pazienti nel loro percorso di salute.

Sono sicuro che, se stai leggendo questo articolo, non hai niente a che spartire con persone che hanno come unico merito quello di essersi affiliati a un network e di essere bravi a sparare una raffica di sciocchezze.

Purtroppo però, mentre tu guardi dall’altra parte cercando di convincerti che non esistono e che solo una persona molto stupida potrebbe credere alle loro vane promesse, loro ti stanno soffiando i pazienti da sotto il naso.

Questo ha due importanti effetti collaterali:

  • I tuoi guadagni restano bassi, perché non riesci a combattere questa concorrenza sleale.

Così, di giorno in giorno, perdi la tua grinta e il tuo entusiasmo, pensando che forse hai sbagliato mestiere. A parità di guadagni, tanto valeva andare a lavorare in un fast food [link Articolo Fast Food] e non perdere tempo sui libri.

  • Sempre più persone mettono a repentaglio la loro salute acquistando questi prodotti nocivi.

Anche se ti ripeti che ognuno è libero di rovinarsi la vita come preferisce, la tua sensibilità, il tuo senso di giustizia e il tuo amore per la tua professione ti fanno sentire il cuore pesante quando leggi notizie come questa:

Sono perciò convinto che sia tuo dovere impegnarti al massimo per battere i ciarlatani sul mercato della nutrizione, salvare i tuoi potenziali pazienti da una fine orribile e costruire la carriera piena di soddisfazioni (umane ed economiche) che hai sempre desiderato.

È per questo, dopotutto, che hai studiato.

Per aiutare le persone. Per rendere orgogliosi i tuoi genitori che ti hanno permesso di studiare. Per creare uno studio pieno di pazienti soddisfatti, che ti rispettano e ti sono grati. Per ottenere la giusta ricompensa economica per i tuoi sforzi e non doverti più fare i conti in tasca quando vuoi concederti una vacanza con la tua famiglia, cambiare la macchina o rinnovare l’arredamento di casa.

Non c’è niente di male nel desiderare questi traguardi. È un tuo diritto (e anche un tuo dovere) combattere per raggiungere i tuoi obiettivi.

Ma come si combatte la concorrenza sleale?

Prima di tutto devi mettere da parte l’avversione che senti nei confronti di abusivi e ciarlatani e cominciare a trattarli come dei degni avversari. Degni non da un punto di vista etico, ma da quello dei risultati economici.

Devi renderti conto che sia tu che loro state cercando di conquistare le stesse persone. Per dirla senza mezzi termini, siete entrambi interessati agli stessi soldi che il cliente target ha deciso di spendere per acquistare una soluzione al suo problema di peso.

Un abusivo non ha conoscenze, non ha una laurea e non saprebbe nemmeno da che parte cominciare per creare un piano nutrizionale efficace ed equilibrato. Per questo deve trovare una via alternativa per conquistare il cliente.

Così impara ogni possibile stratagemma di marketing e diventa in poco tempo in grado di vendere qualsiasi cosa a chiunque.

Dall’altra parte ci sei tu. Un vero professionista, laureato, che ha fatto tanti sacrifici e ha dato l’anima per imparare tutto quello che c’è da sapere sull’alimentazione. Forte delle tue competenze, non fai nessuno sforzo per farti conoscere e per comunicare.

Anzi, spesso nascondi la tua umanità e le sue capacità dietro una maschera impassibile e fredda, perché ti è stato insegnato che “i dottori fanno così”.

Il cliente si trova quindi a dover scegliere.

Da un lato c’è una persona che comunica in modo eccellente, con frasi ad effetto, immagini accattivanti, storie commoventi, testimonianze (false, ma il paziente non lo sa) di persone che ce l’hanno fatta… una vera e propria strategia di marketing studiata in ogni minimo dettaglio.

Dall’altra c’è un tizio dall’aria seria, che non parla di sé, non mostra risultati, non comunica e al massimo si limita a passare un bigliettino da visita, ad appendere al muro il certificato di laurea e a scrivere qualche timido post sui social.

Quale delle due alternative pensi che sia più attraente agli occhi del paziente? Sicuramente la prima, perché non ha i mezzi per distinguere le promesse vere da quelle false!

Se vuoi battere i ciarlatani e gli abusivi sul mercato, devi diventare abile nel loro stesso gioco: il marketing

Certo, il tuo marketing si baserà sull’etica e sulla verità, ma questo non toglie che devi imparare a vendere le tue competenze. Altrimenti è come non presentarsi nemmeno sul campo di battaglia e concedere la vittoria all’avversario per abbandono.

Se i nutrizionisti, i dietologi e i dietisti fossero in grado di fare marketing con la stessa forza persuasiva di questi venditori di morte, notizie come quella che ti ho mostrato prima non si leggerebbero mai più.

Come impostare un marketing etico ed efficace?

La prima cosa da imparare è che non lo puoi delegare ad altri. Almeno fino a quando non avrai imparato a padroneggiare tutte le sfumature della vendita. Affidandoti a un’agenzia di marketing [LINK Articolo in cui spiego perché non puoi delegare il marketing] che dovrebbe “trovare clienti” per te, non stai facendo altro che buttare i tuoi soldi dalla finestra.

Non sei in grado di fornirgli le direttive giuste, non hai modo di controllare se stanno lavorando bene e non puoi sapere quale strumento usare e cosa esattamente chiedere a un team addetto alla comunicazione.

Senza dimenticare che, con ogni probabilità, non hai neanche i soldi necessari per assumere tutte le persone che dovrebbero far funzionare il tuo marketing (social media strategist, media buyer, consulente marketing, grafico, copywriter ecc).

Nella maggior parte dei casi un neolaureato o laureando in nutrizione non ha i fondi nemmeno per dare uno stipendio a se stesso, figuriamoci per assumere una squadra di esperti.

Se vuoi davvero diventare competitivo sul mercato e conquistare i pazienti che meriti e desideri devi imparare a fare marketing da solo. Poi, in un secondo momento, potrai delegarlo.

Certo, non è facile perché ci sono tantissime materie da padroneggiare.

Ma per tua fortuna esiste Die-TITAN, l’unica scuola di marketing dedicata ai professionisti della nutrizione.

 

All’interno delle aule (virtuali) dell’Academy Die-TITAN imparerai a creare e attuare la tua strategia di marketing. Mettere in luce le tue competenze e dimostrare che sei diverso da tutti gli altri.

In questo modo potrai competere con successo con i tuoi colleghi e soprattutto battere i ciarlatani al loro stesso gioco, quello della comunicazione efficace.

Non sarà più difficile per il tuo paziente capire la differenza tra un venditore di bibitoni senza arte né parte, un professionista generico e TE, la soluzione più adatta alle sue specifiche esigenze di peso e salute.

Attenzione però: Die-TITAN non è per i pigri.

L’Academy è riservata solo ai laureati e laureandi di facoltà collegate alla nutrizione ed è solo per chi ha voglia di rimboccarsi le maniche.

Io e il mio team ti insegneremo tutto quello che devi sapere per creare un eco-sistema di marketing pratico, etico e compatibile, ma sarai tu a doverci mettere l’impegno, la grinta e la voglia di vincere.

Leggi per esempio le parole di questa tua collega e di come grazie all’Academy ha iniziato un nuovo percorso di consapevolezza:

Perché gli abusivi ci credono e proprio voi no? Cosa avete in meno rispetto a loro? “Non sono solita scrivere dei miei pensieri più strettamente personali e privati. Ma oggi non so cosa sia scattato in me. Voglio lasciare una testimonianza, direttamente presa da una mia "probabilmente futura autobiografia" che non so se pubblicherò mai. Ci tengo a postare qui queste righe perché vorrei che sappiate che è anche grazie a questa Academy se ho pensato e ho scritto ciò che ho deciso di scrivere. "In questi lunghi cinquantatré giorni chiusa in casa, ho cercato di non abbattermi e ho cercato di sfruttare il tempo in maniera produttiva e sono molto contenta di questo. Inizialmente mi sentivo persa. "E adesso che faccio? Sono ancora all'inizio della mia professione. Nessuno mi conoscerà mai di questo passo..." I primi giorni sono stati veramente duri. Ma poi ecco che poi ho iniziato a captare meglio gli stimoli dell'Academy. Il senso dei messaggi di Pierluigi era più o meno questo: "NON DOVETE MOLLARE. VOI SIETE PROFESSIONISTI. DOVETE CREDERE DI PIÙ IN VOI STESSI. Perché gli abusivi ci credono e proprio voi no? Cosa avete in meno rispetto a loro? VI AMMAZZO!" Ma infatti, cosa ho che non va? Ma effettivamente perché devo sempre mettermi sotto i piedi da sola? Ma almeno posso iniziare a pensare a me stessa come a una risorsa piuttosto che come a una miniera vuota? E lì, la svolta. Quella più importante, quella dentro di me. Ho creato più contenuti, video, articoli da pubblicare sul mio sito e sui social. Ho creato un mio gruppo legato alla mia professione di dietista. Le cose non vanno benissimo, non mi conosce ancora nessuno. Ma ce la sto mettendo davvero tutta e posso dire con fierezza che questa quarantena non è stata solo negativa per me, è stata anche un’opportunità di crescita. Spero di aver posto le basi per un futuro pieno di frutti. Penso di meritarmi davvero qualcosa di positivo per una volta. E sto facendo il possibile per dare a me stessa la possibilità di essere una persona sempre migliore, oltre che di diventare una professionista di qualità e di essere un punto di riferimento per chi ha svariati problemi di salute migliorabili con l’alimentazione. Nessuno lo ha fatto con me e quindi voglio essere io a farlo per gli altri. Mi sto dando l’opportunità di iniziare a forgiare un futuro che possa essere degno di essere vissuto. Senza ansie, senza inutili paure, senza il timore di non poter andare avanti per via dei miei problemi. Voglio essere libera di ricominciare, libera di essere quella che sono e che voglio essere, senza il peso di ciò che mi ha limitata in questi anni.
Dott. ssa Antonella Pellegrini
Dietista

Se pensi di avere queste caratteristiche, lavorare non ti spaventa e pensi che sia arrivato il momento di ricacciare questi vermi che ingannano i pazienti nel buco fetido da cui sono usciti, parti da qui:

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